Lavorazione della seta

http://www.ilmattinodifoggia.it/blog/1089/Le-donne-foggiane-che-fecero-la.html

 In questo articolo si parla della dipanatura della seta in Puglia precisamente a Foggia.. Il lavoro, molto produttivo, era anche abbastanza faticoso veniva fatto da donne che erano recluse e venivano impiegate in vari lavori molto duri.” Una reclusa, tale Agnese Mastracchio, si ammalò gravemente e tutte le compagne, il 14 febbraio 1849, si astennero dal lavoro sostenendo di non poter operare in un ambiente surriscaldato dalle stufe, calore necessario per provocare la morte delle crisalidi, ma soprattutto contestarono il fatto di dover stare sempre con le mani nell’acqua calda per liberare i bozzoli dalla sericina e per ricercare il capofilo. Questa protesta, che fece molto rumore in cittá, portó a drastiche conseguenze: l’anno seguente la filanda della Maddalena chiuse i battenti e le macchine furono rimosse e trasferite in uno dei locali del porticato della villa”

seta_zoom.jpgdipanatura della seta.jpgtrentino_-_la_lavorazione_dei_bachi_da_seta._-_-_large.jpgPotete leggere tutto l’articolo sul link che trovate in alto

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I “citri”di Taranto: sorgenti di “acqua dolce” in mezzo al mare.

Un citro nel Mar Piccolo di Taranto
(gentile concessione)

I citri sono sorgenti di acqua dolce che sboccano dalla crosta sottomarina. Rappresentano lo sbocco naturale di quei corsi d’acqua che in epoche assai remote hanno dato origine alle gravine in Puglia, e che scomparsi oggi dalla superficie scorrono in reti idrografiche sotterranee sfociando nel Mar Ionio e nel Mare Adriatico.

Nella parte settentrionale di entrambi i seni del Mar Piccolo di Taranto, sono localizzate rispettivamente 20 e 14 sorgenti sottomarine, che apportano acqua dolce non potabile mescolata con acqua salmastra a contenuto variabile di sali. La più grossa di queste, il cui vortice è visibile anche in superficie, è però nel Mar Grande di Taranto ed è chiamato “Anello di San Cataldo”: la leggenda racconta infatti che il santo irlandese abbia gettato il proprio anello in mezzo al mare per placare una tempesta. Plinio il Vecchio sembra riferirsi al fenomeno quando afferma «Et ostrea (…) gaudent dulcibus aquis et ubi plurimi influunt amnes» cioè: “le ostriche prosperano nell’acque dolci e dove confluiscono molte correnti”.Fonte Wikipedia

E per saperne di più sulle legende e la storia dei primi insediamenti nel territorio della nostra città vai a questo indirizzo

http://www.parcosaturo.it/

aria e acqua preziose risorse per la vita

Nelle classi seconde stiamo ripetendo il primo argomento svolto all’inizio dello scorso anno: le risorse naturali. Tra tutte le risorse presenti sul pianeta le risorse aria e acqua sono indispensabili per la vita.

Vi ricordo che l’acqua dolce sulla superficie della terra è una risorsa fissa e limitata secondo le stime degli scienziati nei prossimi anni diminuira la quantità procapite che avremo a disposizione.

Per saperne di più visita il sito:www.worldwatercouncil.org/